L’Artigianato così come viene tradizionalmente inteso, attraversa da tempo una delicata fase di transizione da cui emerge una sofferta contrapposizione: da un lato la volontà di mantenere alta l’espressione dei valori culturali ben radicati nel proprio passato, dall’altro la necessità e l’urgenza di ritrovare una identità e una collocazione nel tessuto produttivo più adeguate ai tempi ed alle istanze economiche e sociali che oggi regolano il mercato.
Affinché tale fase possa essere superata positivamente e possa tradursi in nuove opportunità, è necessario che si attivi un processo di tipo evolutivo, un passaggio radicale verso il rinnovamento e la riorganizzazione di tutti i fattori di cui la produzione artigianale dispone: dalle materie prime ai processi produttivi e fabbricativi, alle linee estetiche, alle modalità comunicative.
L’Artigianato della contemporaneità evolve verso una nuova realtà imprenditoriale in grado di garantire continuità e sopravvivenza, salvaguardando
  al tempo stesso la propria eredità culturale.
Gli obiettivi sono rappresentati dal superamento della sterile ripetizione delle forme del passato e dalla individuazione di nuove linee di sviluppo che, a partire dall’esperienza e dalle qualità distintive storicamente acquisite, possa avviare esperienze totalmente nuove con prodotti di alta creatività e qualità.
Un processo di modernizzazione che tiene conto soprattutto dei cambiamenti più significativi che hanno interessato il settore industriale negli ultimi anni, come il passaggio dalla produzione di massa alla produzione diversificata, il crescente riferimento alla figura del consumatore-committente sempre più interagente con la strategia produttiva aziendale, la capacità di interpretare le repentine dinamiche del mercato, la continua esplorazione dei desideri e delle aspettative latenti dell’utente finale per anticiparne i gusti e calibrare al meglio l’offerta con la domanda.
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